L’inclusività a livello di genere è sicuramente un argomento molto discusso, ma è solo una parte del grande discorso relativo al linguaggio inclusivo (o ampio), per questo motivo ho deciso di proporvi un piccolo “glossario inclusivo” che raccogliesse alcuni termini molto importanti nel discorso intorno a questo tema.
Prima di andare al glossario però ha senso farsi alcune domande (e darsi qualche risposta).
Oltre a quella di genere, quale altra inclusione è necessaria?
Se sembra una domanda banale è perché in parte lo è. Far sì che il linguaggio abbracci quante più persone possibile, significa fare i conti con tantissimi diversi gruppi, spesso marginalizzati, non considerati nella creazione e condivisione dei messaggi (commerciali e non). In questo senso si innesca una delle prime parole utili in questo glossario: intersezionalità. Il concetto, la sua nascita e le sue sfumature potrebbero riempire da sole libri e libri (e lo fanno), ma in questa sede ci serviremo di questo concetto come quadro in cui inserire parte del discorso attorno all’inclusività. Per intersezionalità si intende il concetto che analizza come diverse identità sociali (genere, etnia, classe, orientamento sessuale…) si intersechino, creando sistemi di oppressione complessi1. Questo di fatto aiuta a descrivere l’esperienza unica di ogni persona: proviamo a pensare a due donne di cui una appartenente ad una classe sociale agiata e l’altra no, una eterosessuale e una omosessuale, una con un “corpo conforme”2 e una no. Sicuramente stiamo parlando di due persone, che pur condividendo lo stesso genere avranno esperienza di vita, e possibile discriminazione, totalmente diverse. Possiamo far finta che così non sia, ma mi piace pensare a questo blog come un posto in cui non mi racconto storie solo per dormire meglio la notte.
Ma non possiamo tenere sempre conto di tutte le persone e le loro diversità, no?
La risposta è effettivamente no, ma non perché non dovremmo farlo, ma perché spesso mancano le competenze o le informazioni per conoscere ogni sfumatura di ogni persona. Come comportarsi quindi? Utilizzando 3 punti fondamentali alla base del proprio modo di esprimersi: l’attenzione, il rispetto e la volontà di ascoltare. Quando si mettono in campo onestamente questi tre punti ci sono tutti i presupposti per essere persone che si esprimono in maniera corretta. L’attenzione permette di evitare gli errori più grossolani, il rispetto è alla base di qualsiasi conversazione costruttiva e la volontà di ascoltare è quella che permette al “gruppo marginalizzato” in questione di far sentire la propria voce ed educare.
Ok Chiara, adesso andiamo con il glossario inclusivo! Ok.

Glossario inclusivo
Abilismo
Discriminazione e pregiudizio verso persone con disabilità, basato sull’assunzione che le persone abili siano superiori o, alle volte, le uniche esistenti. Questo molto spesso si traduce in messaggi che non tengono conto della possibilità che esistano esperienze diverse da quelle di una persona priva di disabilità.
Allyship
Sostegno attivo da parte di persone privilegiate a coloro che appartengono a gruppi emarginati. Concetto generalmente utilizzato all’interno della comunità LGBTQ+. Un Ally è generalmente una persona eterosessuale, cisgender che appoggia e si impegna nelle battaglie portate avanti proprio da questo gruppo di persone anche se non lo/la riguardano personalmente.
Diversity
Varietà e differenza all’interno di un gruppo, specialmente in termini di etnia, genere, orientamento sessuale e abilità. Concetto tipicamente utilizzato in ambito aziendale, pubbliche amministrazione e più in generale lavorativo. Potremmo tradurlo con “diversità” ma andremmo a perdere l’ambito in cui viene generalmente inserito questo concetto.
Gender
Il termine italiano genere traduce l’anglosassone gender, introdotto nel contesto delle scienze umane e sociali per designare i molti e complessi modi in cui le differenze tra i sessi acquistano significato e diventano fattori strutturali nell’organizzazione della vita sociale (fonte: Treccani).
Cisgender Si dice di una persona che si riconosce nel genere assegnato alla nascita. NON ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale.
Transgender Si dice di una persona che si riconosce nel genere opposto a quello assegnato alla nascita. NON ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale.
Non-binary Si dice di una persona che non si riconosce né nel genere maschile né in quello femminile. NON ha nulla a che fare con l’orientamento sessuale.
Se sei un uomo o una donna cisgender e non capisci come sia possibile non riconoscersi nel genere assegnato alla nascita: NON importa. Non devi riuscire a immedesimarti per rispettare l’esperienza di un’altra persona, può essere utile, ma non indispensabile.
LGBTQ+
Acronimo di Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender, Queer + (in quel + sono racchiusi ulteriori gruppi di persone, tra cui le persone gender fluid, non-binarie, pansessuali, demisessuali, intersex e assesuali –> la I e la A compongono spesso un acronimo più ampio LGBTQIA+).
Ma servono proprio tutte queste lettere? Sì, si parla di rappresentanza e di “esistenza”. Ciò che ha un nome esiste perché possiamo descriverlo, parlarne e capirlo, mi rendo conto che qui il discorso si amplia molto, quindi mi fermo prima di andare fuori tema.
Micro-aggressioni
Piccoli atti o commenti offensivi, spesso non intenzionali, che perpetuano stereotipi e discriminazioni. Chiunque è a rischio di fare un passo falso, di esprimersi o agire in modo non inclusivo, specialmente per ignoranza. Quello che fa la differenza sono i tre punti che abbiamo affrontato all’inizio di questo articolo: l’attenzione, il rispetto e la volontà di ascoltare. Forse vale la pena aggiungere in questo caso la capacità di fare un passo indietro e scusarsi.
Rappresentanza
Presenza visibile e significativa di diverse identità e gruppi in media, politica, e società. Quello che molto spesso viene “scambiato” con il politicamente corretto è in realtà un’azione di rappresentanza. Concetto molto difficile da comprendere quando si appartiene alla categoria rappresentata correntemente (a livello di genere, di etnia, orientamento sessuale…).
Safe space / spazio sicuro
Ambiente sicuro in cui le persone possono esprimersi liberamente senza timore di discriminazioni o abusi.
Tokenism
Pratica di includere una minima rappresentanza di persone di minoranza per dare una falsa impressione di inclusività. Il greenwashing dell’inclusività in pratica.
Queste sono solo alcune delle “parole dell’inclusività”, potremmo parlare di accessibilità e barriere architettoniche (qui per quelle digitali di cui ho parlato tempo fa), di discriminazione e autodeterminazione… e probabilmente lo faremo. L’ampiezza del linguaggio e la sua ricaduta pratica nell’esperienza di vita delle persone sono dei concetti essenziali per mettere in campo l’attenzione, il rispetto e la capacità di ascolto necessarie ad esprimersi correttamente.
- Per approfondire il tema dell’intersezionalità:
https://sourcebooks.fordham.edu/mod/sojtruth-woman.asp; https://www.youtube.com/watch?v=akOe5-UsQ2o ↩︎ - Altro non è che un corpo che risponde ai canoni di bellezza del momento o tradizionalmente associati al genere della persona interessata. Si tratta di un’idealizzazione che non tiene conto dell’unicità delle persone. ↩︎